Alla stazione

Ci troviamo dinanzi a un gruppo di giovani madri, delle signore con la propria prole. Si contano 13 figure, la maggior parte delle quali ritorneranno sempre uguali, ma con abbigliamento differente, nel ciclo dei 12 diorami. C’è chi attende di partire e chi è appena arrivato; la maggior parte è sulla banchina, in attesa del treno o appena scesa, mentre i quattro fanciulli e il cagnolino situati nello spazio antistante, e in primo piano, accentuano la profondità della messa in scena. In questo diorama, come nel successivo e nell’intero ciclo, la struttura teatrale è sottolineata dal sipario. Due i dati evenemenziali presenti nel diorama che informano circa il dove e la narrazione, nonché il quando.
Il dove e la narrazione
In alto la scritta “Gare de Saint Raphael” rende noto sul transito in atto: il teatro del racconto è la stazione ferroviaria di Saint-Raphaël, comune situato nel sud della Francia, nel dipartimento del Varo e appartenente alla regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra (ad oggi di circa 35.000 abitanti). Dalla seconda metà dell’Ottocento, grazie agli sforzi del sindaco Félix Martin e dello scrittore Alphonse Karr, il comune di Saint-Raphaël divenne una meta balneare molto frequentata da politici, scrittrici e scrittori, letterate e letterati, artiste e artisti, sportive e sportivi.
Questo diorama racconta del viaggio del gruppo di giovani madri con al seguito i propri fanciulli: un gruppo che va inteso quale unitario e che si sposta insieme. Il fatto che una parte venga rappresentata nell’atto di arrivare e una parte nell’atto di partire rinvia al divenire del viaggio. Osservando le valigie, da sinistra a destra, leggiamo le etichette indicanti le destinazioni: à “Angleterre”, à “Hayley verge” (che ricorda una variante del nome inglese, proveniente a sua volta da un cognome, che significa “campo o radura di fieno”), à “Paris”. Aggiungendo alle tappe, quella a à Saint-Raphaël, l’itinerario del viaggio sembra partire da Parigi, fare una prima sosta in Inghilterra, per poi tornare in Francia, con un secondo soggiorno in Costa Azzurra. Questa ipotesi narrativa rinvia anche all’abbigliamento delle figure. Tutte, compreso il cagnolino in primo piano, e ad eccezione di una signora sulla destra, indossano vestiti invernali volti a riparare dal clima freddo inglese e parigino. Stante il luogo in cui si svolge la narrazione, il sud della Francia, la signora sulla destra che si differenzia per l’abbigliamento da tutte le altre figure, immaginiamo non faccia parte del gruppo: è in attesa o in partenza o verosimilmente incaricata dell’accoglienza dei turisti alla stazione di Saint-Raphaël. La serenità – che ritorna lungo tutta la collezione – è in prima istanza confermata da questo diorama. Le tinte tenui, i volti delle madri, i fanciulli che si divertono sotto l’occhio attento e rilassato delle genitrici. L’educazione ideale, volta alla pacatezza, soavità, bontà, gentilezza, benevolenza, ecc., comprende anche la scelta del cagnolino Breton, adatto alla vita in famiglia: mansueto, affettuoso, giocherellone e affabile.
Il quando
Al centro della composizione, a metà fra départs (partenze) e arrivées (arrivi), nello spazio dedicato alle affiches (manifesti), si impone allo sguardo la presenza dell’affisso A la Place Clichy che rinvia alla litografia qui di seguito, datata 1903, come segnalato dal Musée Carnavalet, Histoire de Paris — dove è conservata e il cui disegno è di Eugène Charles Paul Vavasseur.

Nella composizione, la copia-manifesto in bianco e nero della litografia, oltre a omaggiare la Storia francese, rimanda a una datazione del diorama non molto posteriore al 1903. A conferma, la specificità dell’abbigliamento. Nei primissimi anni del XX secolo, le creazioni dell’artista e grande innovatore Paul Poiret aprono infatti la via a un radicale cambiamento rispetto alla tradizione fissando un’immagine femminile assolutamente nuova, libera e disinvolta, misteriosa e raffinata. Equivalente alla coeva ricerca artistica dell’Art Nouveau – espressa soprattutto in architettura, nell’arredamento e nel design di oggetti – i nuovi modelli vestimentari fanno leva sulla semplificazione e innovazione delle linee associando bellezza e eleganza a funzionalità e comodità. Da qui l’incentivazione dell’entrata nel negozio dove veniva esposto questo diorama in virtù del suo splendore e della sua attrattiva.
Una nota sulle cornici e i sipari dell’intero ciclo.
La cornice della scatola Alla stazione è l’unica a non essere dorata, ma laccata a finto mogano. Il profilo è piatto con scanalature a sigaretta e ai quattro angoli placche in ottone sbalzato a motivo floreale. Tutte le altre sono in legno con intaglio a pastiglia e dorato: una il cui elemento decorativo è il guilloché (In libreria), una in stile ottocentesco (Nel negozio di ventagli), una in stile settecentesco (La lezione di danza). Nelle altre prevale il motivo fitoforme di ispirazione Art Nouveau o neoclassico (Nel negozio di porcellane, Dalla modista, Al ristorante, In boulangerie-pâtisserie, In villeggiatura a Bagnolet, Allo chalet, Il rito del bagno, La camera dei giochi).
Relativamente ai sipari: nelle scatole delle meraviglie dell’intero ciclo, ad eccezione di Allo chalet, che non ne possiede, torna il sipario a motivo fitoforme, il pavimento su cui sono disposte le figure è in legno e, al di sotto, una cornice nella cornice cattura lo sguardo dell’osservatore.












