Dalla modista

Già dalla cornice del diorama possiamo intuire il senso di continuità con le precedenti scatole delle meraviglie, in cui i motivi fitomorfi sono una costante. Parte integrante dello stile Art Nouveau, queste decorazioni contornano la scena visualizzata dall’esterno, per poi proseguire nell’interno, prima sul sipario, e a seguire nell’arredamento e nella cultura vestimentaria.

È quest’ultima cui rimanda il diorama nel riprendere una ricca tradizione sia litografica sia di riviste intitolate “Modes de Paris”. Alcuni esempi: «La mode illustrée», «Revues de la mode»«La Revue des modes de Paris»«Revue mensuelle de la mode: la femme chic à Paris»«Journal des Grands magasins de nouveautés».

Ci troviamo infatti in un negozio-laboratorio di cappelli alla moda della Parigi borghese di inizio secolo. Tutto all’interno rimanda allo stile floreale e sinuoso dell’Art Nouveau: le pareti vedono esposti, come delle vere e proprie opere d’arte, copricapi decorati con nastri, fiori di diversi colori e tessuti fra i più disparati, per soddisfare ogni richiesta.

Dobbiamo infatti ricordare che le boutique erano molto spesso luoghi che univano il processo creativo e realizzativo alla vendita, così che le parigine alla moda potessero recarsi nel negozio per ordinare la creazione di un copricapo su misura.

Su misura

Le modiste, che procedevano alla manifattura, qui le vediamo all’opera sia nell’atto di vendita che di produzione: la signorina con lo spolverino in mano assiste le due eleganti donne nella scelta dei modelli, mentre la sua collega, dietro il bancone finemente decorato, è impegnata con un’altra cliente con un abito a balze in stile Belle époque e un cappello in tinta.

A destra possiamo vedere, appoggiate su di un tavolino in stile Napoleone III, altre due modiste, coinvolte nell’imbastitura di un capo, e una bambina, assistente alla confezione, in piedi su di una seggiola imbottita in velluto verde. Possiamo immaginare che una delle lavoranti, portando con sé la figlia, la stia avviando all’arte della confezione. Sotto di loro sono presenti diversi pacchi, contenenti la materia prima delle creazioni.

A sinistra, e a differenza di questi prodotti incartati, accanto al tavolino neoclassico, è posata sul pavimento una cappelliera, simile a quella che accompagna la valigia nel diorama Alla stazione. Sul tavolino sono presenti un vaso di fiori e una teiera, mentre di fianco vediamo un porta-ornamenti — nastri, fiorellini, bottoni, passamanerie — necessari alla creazione dei copricapi. Alla destra del porta-ornamenti, una sedia in stile thonet, dalla forma sinuosa dell’Art Nouveau floreale, è ad uso delle signore che intendono intrattenersi nella boutique. Tutte figure che esprimono eleganza, peculiare e ricercata, tanto nell’abbigliamento quanto nel comportamento.

Sguardi incrociati

Sempre a sinistra, dietro il sipario, la donna, compostamente seduta e con copricapo a veletta, guarda noi osservatori. Accanto a lei, vediamo due signore in piedi impegnate in una conversazione. Indossano copricapi importanti, giacca legata in vita con una cintura sottile e una gonna ampia, drappeggiata perfettamente intorno alla vita. Il cappello a cilindro con fiori e il gesto di mantenere il bastone dietro la schiena ostentano raffinatezza e confermano lo status sociale.

Sul fondale, l’esposizione di diverse tipologie di cappelli, un ampio ventaglio (sul quale è raffigurata una narrazione), un ritratto di una giovane donna e uno specchio tondo in perfetto stile neoclassico. Proprio questo specchio, centralissimo nella messa in scena, unisce la tradizione neoclassica e l’Art Nouveau, il nostro sguardo con quello della raffigurazione, rendendoci partecipi non più solamente come osservatori.

Quale migliore invito ad entrare nella boutique!