In boulangerie-pâtisserie

La boulangerie-pâtisserie offre alla sua clientela le prelibate specialità che gli artigiani parigini hanno elaborato e perfezionato tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Contornato da una cornice dorata, il sipario apre su un ambiente caldo e accogliente, caratterizzato da colori pastello sui toni del giallo.
La scritta in alto a sinistra “croissants et brioches” propone due dei prodotti di eccellenza della tradizione, reinventati nei forni francesi all’inizio del Novecento. Il “croissant”, di origine austriaca, è introdotto a Parigi nel Settecento, con l’arrivo alla corte di Maria Antonietta, futura regina di Francia. La ricetta del “croissant” settecentesco era differente da quella odierna, poiché prevedeva un impasto soffice lievitato. All’inizio del Novecento, i boulangers parigini, mantenendo la forma di mezzaluna caratteristica del croissant, ne modificano l’impasto e inventano la ricetta attuale a base di pasta sfoglia lievitata. La “brioche”, di origine più antica rispetto al croissant settecentesco, nasce tuttavia da ingredienti simili, quali uova, zucchero, farina, latte, burro e lievito. A Parigi, la brioche prevede due sfere sovrapposte l’una sull’altra: in questo diorama, dei prodotti di questo tipo sovrastano alcune delle accattivanti esposizioni piramidali.
La seconda scritta, al centro del diorama, porta “Pains de fantaisie. Spécialité”, a indicare pani dalla forma o dagli ingredienti particolari e originali. È il caso dei “pain viennois”, caratteristici per la loro forma allungata, decorati con profonde incisioni oblique hanno un gusto simile al pane dolce, e dei “bagel”, pani dalla forma circolare, creati in Polonia nel Seicento, dove erano tradizionalmente omaggiati alle donne dopo il parto. Queste specialità compaiono ai lati dell’insegna “Boulangerie”, in basso al centro, nelle piramidi espositive e tra le mani delle clienti e della lavorante sulla destra. Infine tra le specialità di questo negozio delle meraviglie, la “baguette”. Nata agli esordi del Novecento per i suoi ingredienti molto semplici e per la sua forma lunga e sottile, soddisfa le esigenze degli artigiani e della nuova clientela. Da un lato, la sua forma permette di raggiungere più facilmente una perfetta cottura in meno tempo, alleggerendo il lavoro dei produttori, dall’altro offre alla clientela cittadina un pane più leggero rispetto a quello delle pagnotte tradizionali. Durante la prima metà del Novecento, la baguette è il pane della borghesia agiata, solo dopo la seconda guerra si diffonde in una clientela trasversale, ancora oggi rappresenta il formato più celebre e diffuso tra i pani francesi.
In alto a destra troviamo altre specialità della pasticceria francese, alte torte colorate e decorate, dalla forma piramidale. Secondo la storia e la tradizione della cultura francese della pasticceria, nel XIX secolo, protagonista della rivoluzione culinaria fu Marie-Antoine Carême. Nato a Parigi l’8 giugno 1784, ha esercitato un’influenza decisiva sulla forma della cucina classica francese. Nel 1815 pubblicò i suoi primi due libri, Le Pâtissier royal parisien e Le Pâtissier pittoresque, entrambi ricchi di illustrazioni vivaci e di ricette penetranti. Quest’ultimo titolo conteneva oltre 100 disegni di modelli decorativi di pasticceria, ancora oggi immortalati in eccellenti stampe d’arte.
Torte-opere d'arte
In questa scatola delle meraviglie le signore dell’alta borghesia si recano per acquistare prodotti freschi, oppure per bere una bevanda calda compostamente sedute nello spazio adibito a sala da tè.
Partendo da sinistra, la prima figura che incontriamo è la signora con ombrellino — presente anche nei diorami Nel negozio di porcellane e Nel negozio di ventagli — che con sguardo ammiccante invita gli osservatori ad entrare nel negozio dove si trova esposto il diorama. Davanti alla signora troviamo un tavolino, a noi già noto come un guéridon Impero con base centrale e uno spesso ripiano in marmo in stile Napoleone III, sopra il quale è posta una delle bellissime e imponenti torte-opere d’arte.
Dietro il tavolo troviamo una signora, con lo sguardo rivolto verso le specialità poste sul bancone espositivo in legno; mobile ibrido e sicuramente non standard, contraddistinto da uno specchio al centro, presenta sui lati due vetrinette decorate negli angoli con intarsi di alloro, e al centro un medaglione che raffigura, presumibilmente, un imperatore romano. La signora tiene in una mano un bagel, mentre nell’altra mano tiene il consueto mazzolino di fiori che la caratterizza in ogni diorama. Ritroviamo la stessa signora in La libreria, Nel negozio di porcellane, Nel negozio di ventagli e Dalla modista. Accanto a lei riconosciamo la madre che tiene per mano la sua piccola bimba, che immancabilmente compie un saltello per afferrare qualcosa, in questo caso una gustosa baguette. Queste figure erano presenti, nelle stesse posizioni, anche nei diorami in La libreria, Nel negozio di porcellanee Al ristorante.
Osserviamo poi altre tre figure accanto allo splendido bancone, la prima con in mano un bagel, la seconda colta nell’atto di voltarsi e infine la terza intenta ad osservare le pietanze esposte.
Nell’angolo di destra, dietro il sipario, una signora seduta, e dietro di lei, un’altra signora in piedi. Alle loro spalle riconosciamo una lavorante dal tipico abito nero da lavoro che porta tra le mani un bagel e un pain viennois. Sta verosimilmente servendo la signora seduta. Il negozio rappresentato in questo diorama è anche una sala da tè: luogo che, agli esordi del Novecento, accoglieva in particolare un pubblico femminile per dialogare davanti a una bevanda calda e un dolce.
Alcuni dei disegni di Marie-Antoine Carême contenuti nell’opera Le Pâtissier pittoresque















