In libreria

Osservando il diorama In libreria nella sua interezza colpiscono l’armonia generata tanto dalla palette dei colori quanto dalla forma degli abiti. Anche in questo caso, la bellezza, l’eleganza, la morbidezza e la fluidità dei vestiti — che accompagnano lo spontaneo esprimersi dei movimenti delle figure femminili — rinviano alla moda della Belle époque suggerendo la datazione di questa scatola delle meraviglie. La narrazione: le otto figure rappresentate sono una bambina, madri, giovani donne e future mogli della classe borghese che si incontrano in libreria, tra le mete predilette dell’epoca.

Tre dipinti

Concentriamoci ora sui dettagli partendo dall’alto del diorama: i tre dipinti rappresentano Napoleone Bonaparte e le sue due mogli. Un tributo tanto all’antichità della libreria quanto alla Storia francese. Alla sinistra di Napoleone campeggia la prima moglie Josephine de Beauharnais (alias Marie-Josèphe-Rose Tascher de La Pagerie), sposa di Bonaparte tra il 1796 e il 1809, imperatrice dei francesi dal 1804 al 1809 e regina d’Italia dal 1805 al 1809. Oltre alle sue numerose committenze da gioiellieri, ebanisti, decoratori e alla sua influenza sulla moda, sostenne la nuova pittura in stile trovatore e, appassionata di botanica, contribuì a introdurre numerose specie floreali in Francia, in particolare piante di origine subtropicale nelle serre del suo castello di Malmaison. Tra il 1803 e il 1814, inviò botanici in tutto il mondo per arricchire la collezione del suo roseto. Le collezioni della Malmaison erano un tesoro per i vivaisti francesi: se il catalogo del 1791 comprendeva 25 specie, quello del 1829 ne riuniva 2.562. A monte del divorzio, e per ragioni anagrafiche, l’impossibilità di dare un erede all’Impero. Nonostante il matrimonio sterile con Napoleone, lasciò una posterità significativa grazie ai figli del suo primo matrimonio.

Alla destra di Napoleone, la seconda moglie Maria Ludovica Leopoldina Francisca Teresa Josepha Lucia d’Asburgo e Lorena. Gli fu data in sposa a 18 anni per suggellare la pace tra la Francia e l’Impero Austriaco e poco dopo partorì il bambino destinato a diventare Napoleone II. Fu imperatrice dei francesi dal 1810 al 1814, ma non fu molto amata rispetto alla prima imperatrice. Alla caduta di Napoleone e al suo esilio all’Isola d’Elba, lo abbandonò e rientrò in Austria. In seguito al Congresso di Vienna le fu assegnato il ducato di Parma dove regnò dal 1814 fino alla sua morte nel 1847.

Sotto il dipinto di Napoleone compare il monogramma A.W., un possibile rinvio ad uno dei più noti stampatori del XVI secolo: André Wechel (Andreas Wechelus, 1510-1581) — la cui sigla compare in altri documenti cartacei — nonché un verosimile riferimento al possesso di edizioni antiche e di pregio da parte della libreria. All’interno della biblioteca, i volumi, tutti esposti, visibili e la maggior parte dei quali posizionati all’interno di cofanetti in legno sottile o cartone sono verosimilmente delle collezioni, come si può intuire dai diversi colori. Su taluni volumi compaiono le lettere X e O, a indicare le raccolte di pregio ed altre meno importanti, come ad esempio quelle nelle due librerie rotanti, a destra e a sinistra.

L'azione

Le figure rappresentate sono tutte intente a svolgere delle azioni. Partendo da sinistra e dalla signora con il cappotto a righe, che ha in una mano un libro e che con l’altra sta prendendo un altro volumetto dalla libreria rotante dietro la quinta. Al suo fianco, una signora è rappresentata sia nell’atto di voltarsi, come si evince dal nastro del cappello che svolazza, sia immersa nella lettura di un testo che tiene in una mano, mentre nell’altra tiene un mazzolino di fiori; figura che ritroveremo identica, ma senza il nastro volteggiante, anche nel prossimo diorama Nel negozio di porcellane.

Queste prime due figure si danno le spalle, così come la terza che, posta di schiena alla seconda, è intenta a sorvegliare la figlia: una madre, che posa garbatamente una mano sulla libreria mentre con l’altra sostiene la mano della sua bambina e che tornerà con la propria figlia anche in altri diorami. Rispetto ai fanciulli dell’intero ciclo, la bambina pare la più audace: rappresentata di schiena nell’atto di staccarsi di slancio da terra rimanendo per un attimo sospesa in aria, cattura un libro facendone cadere un altro.

Al centro due signore stanno verosimilmente dialogando sui libri: l’una ha entrambe le mani impegnate, da libri e una pochette, l’altra tiene al guinzaglio il cane educatamente seduto. Come già nel diorama Alla stazione, si tratta di un cane affettuoso e che si adatta facilmente alla vita in famiglia, ma che in questo caso guarda il pubblico degli osservatori.

Quanto alle due ultime due figure sulla sinistra: la giovane donna vestita in azzurro polvere è ritratta nell’atto di voltarsi, come si evince dal foulard che si sta spostando alle spalle, mentre la signora con l’abito a balze e volants ha in una mano la pochette e con l’altra sta facendo girare la libreria rotante che vediamo dietro al sipario. Evidente il rimando tra la libreria rotante di destra e la foggia dell’abito Belle époque (che avvolge la figura in tessuti leggeri e semitrasparenti, come nel caso specifico delle sottomaniche di tulle che fanno intravedere la pelle dell’avambraccio), che sembra ruotare anch’esso grazie alle pieghe e i volants e il nastrino con fiore che contorna il capo. L’elemento vegetale, che torna con persistenza lungo l’intero ciclo compare anche in questa scatola: sul nastrino appena citato, il cappello della signora con il cane, il mazzolino di fiori nella mano della signora, nei vasi posti sulla sommità della libreria e quale ornamento sostanziale del sipario.