La camera dei giochi

Nel diorama La camera dei giochici troviamo di fronte ad una tipica stanza ludica altolocata di fine Ottocento. Il sipario è quello che abbiamo già osservato nel diorama In villeggiatura a Bagnoletma di altra tonalità; verosimilmente il colore porta le tracce del tempo. Qui si nota sin da subito il gioco di posizionamento simmetrico degli elementi che lo compongono. In alto lo specchio in stile cabaret e della seconda metà del XIX secolo è collocato proprio al centro e sarebbe perfettamente diviso a metà se ipoteticamente tracciassimo una linea divisoria al centro del diorama. Sia alla destra che alla sinistra sempre simmetricamente, pendono dal cielo del teatrino due candelabri di cristallo stile impero che abbiamo già incontrato nel diorama Nel negozio di porcellane. Entrambi i lampadari sono posti davanti a due dipinti identici e speculari tra loro. I dipinti, in stile neoclassico, raffigurano in primo piano una Dea mitologica con un ramoscello in una mano e nell’altra un mazzolino di fiori; più in lontananza un infante è adagiato su un vaso e appoggiato a una roccia. La Dea rappresentata potrebbe essere Flora, Dea della primavera, e non a caso, dato che la primavera è il simbolo della rinascita. Nella mitologia greca, Flora dà alla luce Marte e Giunone grazie a un fiore e questa narrazione è perfettamente in linea con i soggetti inscenati nel diorama nonché in linea, come migliore auspicio, alle destinatarie del diorama: madri e prossime partorienti.

Ricordiamo che probabilmente questo diorama poteva essere collocato non solo in una vetrina di un negozio di giocattoli o abbigliamento per bambini ma anche in boutique di abbigliamento per donne e future genitrici.

La carta da parati Art Nouveau che riveste i muri, unitamente all’arte neoclassica del tavolino in primo piano con piano in marmo e con sopra i fiori rappresentano per eccellenza gli elementi che caratterizzano la Belle Époche di fine Ottocento e inizio Novecento.

I bambini

La simmetria viene mantenuta anche nella giustapposizione delle figure dei bambini: quattro a destra e quattro a sinistra; al centro una bambina vistosamente messa in evidenza.

Questa bambina anagraficamente potrebbe essere la più piccola insieme alla seconda bambina, partendo da sinistra, ed entrambe indossano una cuffia sul capo. È poggiata su due cuscini (uno piccolo e l’altro notevolmente più grande) con in mano un mazzo di fiori e in atteggiamento passivo sembra richiamare particolarmente l’attenzione; è impossibile non soffermare lo sguardo e provare incanto per questa figura. La sua postura e la collocazione del letto stile impero, lit en bateau, con baldacchino nonché il gioco di luce dato dal colore oro che la circonda richiama alla mente la figura dell’imperatrice ammirata e venerata dai propri sudditi, in questo contesto venerata da bambini, madri e future madri. Nondimeno, ad avallare questa suggestiva immagine principesca, intervengono gli abiti sfarzosi ed eclettici indossati da tutte le bambine ad eccezione di quella posta alla sinistra della bambina al centro; anche le acconciature elaborate e ben curate concorrono alla formazione di atmosfere fiabesche. Le parrucche indossate dalla quarta infante a partire da sinistra e probabilmente dalla prima a destra concorrono a designare un’atmosfera domestica Settecentesca e di corte.

Il clima che si respira appare disteso e armonioso reso anche tramite l’utilizzo di colori tenui e caldi; solo il vestito della bambina a destra del letto è in contrasto poiché di colore nero. Non sono presenti infanti che strillano oppure bisticciano tra loro per la contesa di qualche gioco. Tutti appaiono molto sereni, appagati e sorridenti. Si noti l’unica eccezione che è rappresentata dalla prima figura sulla sinistra. Questa fanciulla, che tiene in mano un libricino, – il gomito sinistro mollemente adagiato sul tavolino in stile Art Nouveau, con piano in marmo sopra il quale è posta una bambina – appare visibilmente annoiata. In effetti, osservandola, si nota come sia la più grande del gruppo e forse incaricata alla sorveglianza dei minori.

Gesti e sguardi

L’atmosfera serena è anche tangibile nelle relazioni inscenate dal diorama. Abbiamo il gesto amorevole con cui la terza fanciulla abbraccia la piccola e il gesto di attenzione e interesse da parte del fanciullo, che peraltro è l’unico di sesso maschile, nei confronti della seconda bambina partendo da destra. Nello specifico il fanciullo è incuriosito dagli oggetti collocati sul puff di fine Ottocento-inizio Novecento, di colore mauve, davanti alla bambina: un beauty case da viaggio color lilla e una sciarpina in velluto di colore blu notte. L’informazione che il beauty case sia da viaggio è rilevabile dalla targhetta posta sopra l’oggetto indicante “Paris”.

Accanto al fanciullo sulla destra sono posti dei birilli che a fine Ottocento erano di dimensione più ristretta rispetto a quelli odierni e più lunghi. Sempre a destra del fanciullo vi è una bambina intenta a suonare una pianola, un po’ troppo grande per lei, di fine Ottocento e con lo sguardo rivolto al pubblico. Tra l’altro la maggior parte delle bambine sta guardando gli spettatori in atteggiamento passivo per suscitare ammirazione: come già ricordato nei precedenti diorami, la finalità di questa impostazione era quella di attrarre i passanti e di farli entrare nella bottega in cui erano esposti. La bambina che suona il piano insieme alla quarta bambina partendo da sinistra sono le uniche che stanno facendo qualcosa. La bambina seduta su una poltrona dell’800 sta creando probabilmente un’altra coroncina floreale simile a quella che indossa sul capo in stile charleston.

L’ultimo personaggio di questo diorama è il Breton francese, già incontrato nel diorama Alla stazioneIn libreriaNel negozio di porcellane, e Al ristorante noto per il suo carattere affettuoso e giocherellone.