Nel negozio di porcellane

Nel negozio di porcellane saltano subito all’occhio le somiglianze con il precedente In libreria, sia per la struttura sia per il ricorrere di elementi e personaggi a noi ormai già noti, al punto da rendere queste due opere le gemelle della collezione. Non mancano naturalmente alcune novità, in primo luogo l’affresco incorniciato dai due candelabri di cristallo, pendenti dal cielo del teatrino (il soffitto del teatro), e posto sopra la libreria, a discapito dei ritratti napoleonici, del diorama antecedente.
La scena
Ritroviamo ritratto quello che a prima vista appare un semplice angioletto della tradizione cristiana, ma ad un attenta osservazione per lo stile delle decorazioni a cornice e dell’ iconografia usata è possibile identificarlo come un erote (amorino, forse Imene, figlio di Apollo e Urania) recante un kylix greco per il vino e una fiaccola, simbolo dell’amore coniugale. Questa scelta riafferma al tempo stesso il tema dell’affetto familiare e contemporaneamente introduce quello dell’arte e della tradizione classica.
Scendendo con lo sguardo ritroviamo la medesima biblioteca della scatola In libreria, incluso il monogramma A.W. in onore dello stampatore, ma stavolta ad affollare gli scaffali sono le nuove merci sponsorizzate dal diorama: le porcellane. Un discreto numero di maioliche e ceramiche, in pasta tenera e in pasta dura, anfore, vasi, bacinelle, vassoi, zuppiere, terrine e giare, tutte finemente decorate e istoriate con una grande varietà di colori. Da questa esposizione dell’arte ceramica non vi è traccia di cineseria, mantenendosi nell’ambito della tradizione europea, verosimilmente in cui doveva essere specializzato il negozio dove la scatola era in vetrina.
I personaggi
Arrivando a livello del palcoscenico, al margine delle quinte, troviamo due alte piante da vaso fiorite a proseguimento del tema floreale. Il primo personaggio alla sinistra è una nuova aggiunta al gruppo di madri, una signora con cappellino piumato, vestito chiaro e pesante, in netto contrasto con le altre signore. Ritratta di spalle mentre si allontana a sinistra, ma ferma e nell’atto di voltarsi con la testa ad osservare lo spettatore, una novità rispetto alle figure esaminate fino ad ora (eccezion fatta per il cane). Di fianco troviamo non una cliente, bensì la prima commessa di questo emporio, con una divisa azzurra e gorgiera bianca. È rivolta alla libreria, nell’atto di spolverare la merce, sollevando con la mano sinistra una porcellana e tenendo nella destra uno spolverino di piume di struzzo. Ai piedi della fanciulla, ritorna il cagnolino accucciato, stavolta senza guinzaglio.
Proseguendo a destra ritroviamo il gruppo di madri a noi noto, la prima è la signora con cappello a tese larghe intenta ad osservare con sguardo pacato la commessa appoggiandosi delicatamente con la mano alla libreria nell’identica posa delicata. La seconda è la signora con il mazzolino, soltanto che nella mano sinistra non esamina più un bigliettino bensì un piatto finemente traforato indecisa sull’acquistarlo. La terza è la signora nell’abito azzurro polvere, anche qui immortalata elegantemente nell’atto di voltarsi con lo svolazzare del foulard, della veletta e delle pieghe del vestito. A chiudere questo gruppetto, ritroviamo la madre paziente per mano alla figlioletta audace nel cui balzo non ha come obbiettivo un libro bensì una porcellana finemente dipinta, che appare ancora più grande nella minuta mano della bambina e premonitrice di una caduta ben più drammatica. A seguire, troviamo una nuova cliente e membro della comitiva, come si può intuire dal cappello elemento accomunante delle madri distinguendole dagli altri personaggi. Oltre al cappello con fiocco, la signora indossa abiti molto più pesanti, come la figura all’estrema sinistra, e addirittura un ombrello (più simile a un parapluie che a un parasol) il tutto la estrania maggiormente dal resto della comitiva insieme all’altra nuova arrivata. Non solo anch’essa rivolge lo sguardo allo spettatore, sfonda la quarta parete con uno sguardo ed un’espressione quasi ammiccante per attirare il possibile compratore. A chiudere gli interpreti di questa rappresentazione, è la seconda commessa, la cui divisa ora comprende un grembiule a strisce bianche e blu. La signorina appare intenta a discutere svogliatamente con la signora dell’ombrellino riguardo la porcellana che solleva nella mano sinistra, il tutto mantenendo una posa rilassata, quasi appoggiandosi alla scopa dietro alla sua schiena, che probabilmente dovrà usare a breve per riparare ai dannati causati dalla piccola bambina audace.












